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November 24 Discussione su Di Giacomo Leopardi - L'Infinito.
Citazione Di Giacomo Leopardi - L'Infinito. Discussione su le parole della montagna parlano - di Gudrun Leyendeckr
Citazione le parole della montagna parlano - di Gudrun Leyendeckr Di Giacomo Leopardi - L'Infinito.Sempre caro mi fu quest'ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte De l'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminato Spazio di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo, ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l'eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa Infinità s'annega il pensier mio: E 'l naufragar m'è dolce in questo mare. Di Renato Milleri (Remil) I venditore di storie.IL VENDITORE DI STORIE
( Prosa Poetica) Se ne stava tranquillo come un giorno di Natale. Seduto per terra fumava fumava e faceva grandi anelli di fumo. "Ecco i cerchi, i grandi cerchi della vita. Qui dentro vivono le mie storie. Io le vendo, signori, anche per un sorriso" Era un venditore di storie come ce ne sono tanti. Aveva i capelli lunghi, molto lunghi, ed anche la barba era lunga. Non piangeva ma soprattutto non rideva. Non aveva voglia di ridere, guardava solo il volto e poi gli occhi dei passanti. "Sono un venditore di storie, diceva, chi le vuole? Non abbiate paura di me, non faccio del male a nessuno io. Sono un uomo, non sono la vostra coscienza e nemmeno vostro padre. Io vendo storie, storie vere s'intende, ma anche possibili. Ne ho per tutti i gusti, posso farle su misura perché conosco il segreto dei vostri desideri. So come siete fatti e quello che pensate. Conosco le vostre donne quando sono femmine. Conosco le vostre paure quando perdete una battaglia od una guerra. Io vendo vita, signori, non fumo come i quotidiani che leggete" Il venditore di storie s'era chinato come se soffrisse, prese a tossire e a ridacchiare e si accendeva una sigaretta dopo l'altra. Sputava ora a destra ora a sinistra ed anche al centro della strada nonostante la gente avesse cominciato a pressarlo. Si leccava "Guardatemi, queste sono ferite che non fanno male. Sono ferite d'amore che voi non potete conoscere poiché non potreste sopportarle e morireste. Ma non racconterò questa storia perché è la mia e il prezzo che chiederei non potreste pagarlo. Vorrei raccontare invece di chi seduce le vostre mogli, di chi modifica il cervello degli uomini sulla terra, di chi distrugge i vostri figli penetrando le loro menti per renderle qualunquiste e mai appagate. Le mie storie, signori vivono l'aria di queste vostre città malate, l'aria d'impossibili felicità che vi giocate al gioco della fortuna ogni giorno perché sempre volete qualcosa di più. Quanto tempo sprecato in piazza in 100 in 1000 in 10.000 perché soffrite l'aria dei vostri vuoti dei silenzi rappresi del vostro essere niente in queste città che avete reso insane dove muoio ogni giorno come uomo ridotto ad unità produttiva senza più anima e senza più significato. E' troppo alto il prezzo del coraggio per fare come me che ho abbandonato tutto per venire a morire qui tra voi per raccontare le storie che dovrebbero farvi tremare la mente e il cuore" Le sue parole erano divenute gelide come l'inverno e sembrava aspettare un cenno. D'improvviso cacciò un urlo e s'accascio' al suolo. Aveva sulla bocca una piega amara e sul volto una maschera di sangue e fango. Tutti fuggirono, solo un bimbo con una pietosa mano piena di speranza accarezzò i suoi lunghi capelli e restò accanto al venditore di storie steso agonizzante insanguinato come un vitello colpito quasi certamente ad una tempia da un sasso al centro d'una piazza di una grande città in un giorno d'inverno dell'anno che più vi piace. Renato Millèri - Remil (da "La nostra città violenta") le parole della montagna parlano - di Gudrun Leyendeckrinvoca il cielo seminato di stelle cresce il sogno d´antico monte broccato il sasso profumo di neve la sposa ornata la rocca aiosa festante la luce splendido nel bianco l´arie i suoni d´organo nel vento pensieri nell´aria fu lo stesso indomani - di Vanni Polifu lo stesso indomani vanni 2006 novembre
November 15 padre mio - di SalMessinacome le foglie
avvinte al ramo così come l'alba cheta l'orizzonte
o il vecchio
alla panchina tu mi sei padre padre mio compagno e figlio ti sarò e amore e fiori e sole e sangue diletto padre mio sarà sarò al tuo fianco quando la terra il corpo mio invita l'eterno è in noi padre mio quando io sarò ein zwei dreiE' la notte
dei concerti negli assoldati lager Ein zwei drei Ein zwei drei Ein zwei drei Ed ora ora riposano nei letti recintati Ein zwei drei October 15 dei figli miei - (omaggio a ratzinger)è sera con gli occhi con la mente in te sovrano ed assassino s'addormono l'infami tuoi pensieri consacrati dei bimbi il corpo dilaniato offeso eviscerato inquisito ripudiato il sacro latte di tua madre quello che hai infangato ucciso ma dei figli miei quelli che hai stuprato quale altro dio dalla croce me li depone |
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