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    November 24

    Discussione su Di Giacomo Leopardi - L'Infinito.

     

    Citazione

    Di Giacomo Leopardi - L'Infinito.
    Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
    E questa siepe, che da tanta parte
    De l'ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminato
    Spazio di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo, ove per poco
    Il cor non si spaura. E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa
    Infinità s'annega il pensier mio:
    E 'l naufragar m'è dolce in questo mare.

    Discussione su le parole della montagna parlano - di Gudrun Leyendeckr

     

    Citazione

    le parole della montagna parlano - di Gudrun Leyendeckr
     
    invoca
    il cielo
    seminato
    di stelle
    cresce il sogno
    d´antico monte
    broccato il sasso
    profumo di neve
    la sposa ornata 
    la rocca aiosa
    festante la luce
    splendido nel bianco
    l´arie i suoni
    d´organo nel vento
    pensieri
    nell´aria 

    Di Giacomo Leopardi - L'Infinito.

    Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
    E questa siepe, che da tanta parte
    De l'ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminato
    Spazio di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo, ove per poco
    Il cor non si spaura. E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa
    Infinità s'annega il pensier mio:
    E 'l naufragar m'è dolce in questo mare.

    Di Renato Milleri (Remil) I venditore di storie.

    IL VENDITORE DI STORIE 
    ( Prosa Poetica) 

    Se ne stava tranquillo 
    come un giorno di Natale. 
    Seduto per terra fumava 
    fumava 
    e faceva grandi anelli di fumo. 

    "Ecco i cerchi, 
    i grandi cerchi della vita. 
    Qui dentro vivono le mie storie. 
    Io le vendo, signori, 
    anche per un sorriso" 

    Era un venditore di storie 
    come ce ne sono tanti. 
    Aveva i capelli lunghi, 
    molto lunghi, 
    ed anche la barba era lunga. 
    Non piangeva 
    ma soprattutto non rideva. 
    Non aveva voglia di ridere, 
    guardava solo il volto 
    e poi gli occhi dei passanti. 

    "Sono un venditore di storie, diceva, 
    chi le vuole? 
    Non abbiate paura di me, 
    non faccio del male a nessuno io. 
    Sono un uomo, 
    non sono la vostra coscienza 
    e nemmeno vostro padre. 
    Io vendo storie, 
    storie vere s'intende, 
    ma anche possibili. 
    Ne ho per tutti i gusti, 
    posso farle su misura 
    perché conosco il segreto 
    dei vostri desideri. 
    So come siete fatti 
    e quello che pensate. 
    Conosco le vostre donne 
    quando sono femmine. 
    Conosco le vostre paure 
    quando perdete una battaglia 
    od una guerra. 
    Io vendo vita, signori, 
    non fumo 
    come i quotidiani che leggete" 

    Il venditore di storie 
    s'era chinato come se soffrisse, 
    prese a tossire e a ridacchiare 
    e si accendeva una sigaretta dopo l'altra. 
    Sputava ora a destra ora a sinistra 
    ed anche al centro della strada 
    nonostante la gente 
    avesse cominciato a pressarlo. 
    Si leccava 

    "Guardatemi, 
    queste sono ferite che non fanno male. 
    Sono ferite d'amore 
    che voi non potete conoscere 
    poiché non potreste sopportarle 
    e morireste. 
    Ma non racconterò questa storia 
    perché è la mia 
    e il prezzo che chiederei 
    non potreste pagarlo. 
    Vorrei raccontare invece 
    di chi seduce le vostre mogli, 
    di chi modifica il cervello 
    degli uomini sulla terra, 
    di chi distrugge i vostri figli 
    penetrando le loro menti 
    per renderle qualunquiste 
    e mai appagate. 
    Le mie storie, signori 
    vivono l'aria 
    di queste vostre città malate, 
    l'aria d'impossibili felicità 
    che vi giocate al gioco della fortuna 
    ogni giorno 
    perché sempre 
    volete qualcosa di più. 
    Quanto tempo sprecato in piazza 
    in 100 in 1000 in 10.000 
    perché soffrite l'aria 
    dei vostri vuoti 
    dei silenzi rappresi 
    del vostro essere niente 
    in queste città 
    che avete reso insane 
    dove muoio ogni giorno 
    come uomo ridotto 
    ad unità produttiva 
    senza più anima 
    e senza più significato. 
    E' troppo alto 
    il prezzo del coraggio 
    per fare come me 
    che ho abbandonato tutto 
    per venire a morire qui 
    tra voi 
    per raccontare le storie 
    che dovrebbero farvi tremare 
    la mente e il cuore" 

    Le sue parole erano divenute gelide 
    come l'inverno 
    e sembrava aspettare un cenno. 
    D'improvviso cacciò un urlo 
    e s'accascio' al suolo. 
    Aveva sulla bocca 
    una piega amara 
    e sul volto una maschera 
    di sangue e fango. 
    Tutti fuggirono, 
    solo un bimbo 
    con una pietosa mano 
    piena di speranza 
    accarezzò i suoi lunghi capelli 
    e restò accanto 
    al venditore di storie 
    steso 
    agonizzante 
    insanguinato come un vitello 
    colpito quasi certamente ad una tempia 
    da un sasso 
    al centro d'una piazza 
    di una grande città 
    in un giorno d'inverno 
    dell'anno che più vi piace. 

    Renato Millèri - Remil
    (da "La nostra città violenta")  
    November 21

    al mio cospetto.

    si presentò
    completamente
    nuda
    al mio cospetto
     
    nuda
    come la volle dio

    le parole della montagna parlano - di Gudrun Leyendeckr

     
    invoca
    il cielo
    seminato
    di stelle
    cresce il sogno
    d´antico monte
    broccato il sasso
    profumo di neve
    la sposa ornata 
    la rocca aiosa
    festante la luce
    splendido nel bianco
    l´arie i suoni
    d´organo nel vento
    pensieri
    nell´aria 

    fu lo stesso indomani - di Vanni Poli

    fu lo stesso indomani
    che sistemai l’orchestra
    ripetendo sottovoce
    le sillabe della benedizione
    e ripresi a leggere
    lo spartito della speranza
    fu lo stesso indomani
    che ricevetti i sogni
    chiusi nel baule
    che veniva dai ricordi
    chiesi ancora del vino
    era rosso quel vino
    cruento essenziale
    e recitai
    le mie ultime volontà
    in sindrome di ironia
    conosco il protocollo
    della morte
    molle e gloriosa
    e accosto a me
    il calice della fine
    poi mi assopisco
    ubriaco

    vanni 2006 novembre

     


    Mio bene.

    sai di poesia
    di frasi docili
    alle labbra perché tu
    mio bene
    al cor risplendi
     
    semplicemente
    November 15

    padre mio - di SalMessina

    come le foglie
    avvinte al ramo
    così come l'alba
    cheta l'orizzonte
    o il vecchio
    alla panchina
    tu mi sei padre
    padre mio

    compagno e figlio ti sarò
    e amore e fiori e sole e sangue
    diletto padre mio

    sarà sarò
    al tuo fianco
    quando la terra
    il corpo mio invita

    l'eterno è in noi
    padre mio

    quando io sarò
    October 16

    Estsiato

    Estasiato
    Rimembro

    Desto dal sogno

    Desto dal sogno
    dove celebrammo l'intimo
    ora mi sei negli occhi
    e t'amo

    L'alba

    L'alba
    s'è spogliata
    del vestito rosa
    Nuda ora m'appare
    di grazia alle labbra
    e brezze

    ein zwei drei

    E' la notte
    dei concerti
    negli assoldati lager

    Ein zwei drei
    Ein zwei drei
    Ein zwei drei

    Ed ora
    ora riposano
    nei letti recintati
     
    Ein zwei drei
    October 15

    dei figli miei - (omaggio a ratzinger)

    è sera
    con gli occhi con la mente
    in te sovrano ed assassino
    s'addormono l'infami tuoi pensieri consacrati
    dei bimbi il corpo dilaniato offeso
    eviscerato inquisito ripudiato
    il sacro latte di tua madre
    quello che hai infangato ucciso ma
    dei figli miei
    quelli che hai stuprato
    quale altro dio dalla croce
    me li depone